Inserito da: Marco | 10 dicembre 2009

La messa a terra di un edificio

ATTENZIONE: questo post potrebbe annoiare chiunque non sia un ingegnere, ma… concedetemelo!

Come si può vedere dalle foto, finalmente le casette sono completate. L’ultimo atto è stato l’allacciamento elettrico, implementato da un tecnico venuto da Kampala che ha pure potenziato il nostro sistema solare e montatone un altro nell’ufficio del Commissioner della Contea di Ikotos. Ma spieghiamo le cose con ordine.

Nel nostro compound sono stati eseguiti i seguenti lavori:

- i 7 pannelli già presenti sono stati portati sul tetto

- 3 nuovi pannelli sono stati aggiunti

- le impostazioni del regulator sono state modificate

- è stato cambiato il changeover dei generatori (il commutatore che fa scegliere quale generatore alimenta il sistema) nella generator house con uno più potente da 63 Ampere

- stesura di cavi armati sotterranei per portare la corrente nelle casette

- cablaggio delle casette (doppio sistema: batterie e generatore)

- realizzazione della messa a terra per le due casette

Proprio quest’ultimo punto è stato particolarmente interessante: per installare una messa a terra si scava una fossa circolare profonda circa un metro e con il medesimo diametro. Quindi si conficca un palo di rame sulla cui sommità si lega una specie di morsetto. Quindi si leva la guaina a circa 2 metri del cavo della messa a terra (un cavo di rame), gli si fa fare un cerchio per terra e quindi lo si lega al morsetto. Quindi si riempie la fossa con strati di carbone spezzetato, terra, sale, ancora terra e così via, aggiungendo intanto un totale di 40 litri di acqua. Per una settimana la messa a terra deve essere bagnata ogni mattina con 2 jerrycans (taniche, cioè un totale di 40 litri). Inoltre non andrà mai coperta con materiale impermeabile, per lasciare che un po’ di acqua piovana la possa inumidire, mantenendo una bassa resistenza. Per questo per le mese a terra sono stati scelti dei luoghi scoperti, non sotto alberi o tettoie…. e naturlmente i più vicini possibile alle stanze con gli interruttori generali!

Nella County, oltre a cablare 2 edifici ed allestire una messa a terra, è stato installato un sistema solare completo (6 pannelli, inverter, regulator, 4 batterie, in serie a 2 a 2, in modo che il sistema funzioni a 24 V). Tale sistema è collegato con un changeover ad un potente generatore che era già presente, in modo che possa caricare le batterie durante i giorni di pioggia o quando i consumi sono troppo elevati.

Come primo passo nel mondo reale dell’elettricità non è stato per nulla male, che ne dite???

Inserito da: Marco | 6 dicembre 2009

Morire per un mango

Sono stati giorni di fuoco, sveglia presto e lavoro fino a tardi, ma almeno oggi mi sono preso quasi tutta la giornata per staccare. Tante sono le attività realizzate, così come quelle pianificate in fretta e furia e modificate in corsa. Per i risultati bisogna aspettare qualche giorno…

Oggi ho accompagnato una persona in clinica per misurare la pressione e mi sono guardato intorno: era un po’ che non andavo in clinica avendo il tempo di sedermi e guardarmi attorno. Quanti bambini, quante mamme, quante situazioni che in Italia chiameremmo gravissime o quantomeno a rischio e qui sono di assoluta normalità. I volti delle donne non sono preoccupati, anche se i loro figli presentano pance enormi. Mi è capitato settimana scorsa di dare una mano ad inserire dei dati sul livello di malnutrizione: in base all’età, all’altezza ed al peso, si determina statisticamente se il bambino è normale, a rischio, con malnustrizione moderata o grave. Inoltre si può risultare sopra il livello normale. Però se un bambino ha i vermi ed una malattia che fa gonfiare (l’edema), il bambino è malnutrito, ma risulta “sovrappeso”. Potenza della statistica.

Ieri è giunta una notizia tragica, ma abbastanza scontata visto il periodo: donne piangevano per le strade e si è venuti a sapere che un bambino è morto cadendo da un albero di mango. Si era arrampicato per raccoglierne qualcuno, come fanno tutti i bambini ed i ragazzi in questa stagione, ma purtroppo è caduto. Un piede messo male, un ramo che cede o una presa mancata ed ecco che un braccio si rompe, una gamba si spezza o, come in questo caso, una vita finisce.

Purtroppo notizie del genere continueranno anche nei prossimi mesi, visto che ci sono ancora manghi sui rami e bambini desiderosi di raccoglierli.

Inserito da: Marco | 29 novembre 2009

Work progress

Finalmente le casette!

Dopo mesi di tentativi, lavori, problemi di budget, di acquisto di materiale, di consegna di materiale, di specifiche dei materiali… insomma, dopo mesi di rotture di scatole, proteste da ogni lato ed aspettative incredibili (qualcuno ha sognato che le casette fossero in realtà su una splendida scogliera in Normandia!), siamo finalmente quasi alla fine. E’ praticamente tutto finito, l’elettricista che è venuto a sistemare il sistema solare ha quasi finito gli allacciamenti elettrici, mentre tutti i lavori di muratura sono conclusi.

Mancano solo i vetri (non erano previsti… cambiamento in corsa per sopperire ad un errore di fabbricazione), la porta esterna in mosquito net e qualche piccola finitura… ma ormai ci siamo!

Con domani dovremmo avere l’elettricità e con essa l’ufficiale inaugurazione, con gente che ci potrà dormire dentro finalmente!

Per capire il risultato quasi finale guardate la galleria dedicata.

 

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